Effettiantipigmentazione e antietàdella bacca di ginseng coreano sulla pelle attraverso l’attivazione dei fattori FoxO

La ricerca è ormai rivolta verso la scoperta di agenti antiaging tra i prodotti naturali e l’attenzione di questo studio è rivolta al“ginseng rosso coreano”. Questa pianta erbacea vieneutilizzataper effetti terapeutici, ma ha anche per effetti antitumorali, antifatica, antidiabetici, e promuove la sintesi di DNA, RNA e proteine. Uno studio recente ha dimostrato, che sia la foglia che la bacca di ginseng hanno livelli più elevati di alcuni ginsenosidi rispetto alla radice. Attualmente, l’estratto di bacche di ginseng è in fase di valutazione in studi clinici e preclinici, perché ha alti livelli di composti attivi, in particolare ginsenoside Re e vitamina E.I fattori FoxO (fattori di trascrizione di classe O forkhead / wingedhelix, regolano vari eventi biologici, tra cui metabolismo, crescita, sviluppo e longevità),sono coinvolti nella segnalazione cellulare e sono attivati ​​da vari stimoli ambientali, come insulina, fattori di crescita dell’insulina (IGF), stress ossidativo, citochine e sostanze nutritive. In particolare si è visto come lo stress ossidativo inibisca o attivi i fattori FoxO.Ad esempio:il perossido di idrogeno inibisce l’attività di FoxO attivando la via della proteina B della fosfoinositide 3 chinasi influenzando gli effetti insulino-mimetici, considerando che le specie reattive dell’ossigeno (ROS) attivano la stimolazione dai macrofagi 1, la proteinchinasi attivata dal mitogeno e la chinasi N-terminale c-Jun attivano la proteina FoxO tramite fosforilazione e rottura del legame con la proteina 14-3-3.Nella pelle, la sottoregolazione di FoxO3a promuove la senescenza cellulare nei fibroblasti dermici umani, FoxO3a regola anche la protezione contro le radiazioni UV-B e la sua traslocazione nucleare dipende dall’irradiazione UV. Questi studi suggeriscono, che FoxO3a ha un ruolo importante nelle risposte cellulari nella pelle indotte da stimolazioni esterne.La melanogenesi è uno dei processi dell’invecchiamento cutaneo e comporta una serie di fasi di ossidazione strettamente regolate. Recentemente è stato dimostrato che FoxO3a è un fattore anti-melanogenico, che media la depigmentazione indotta da antiossidanti (es. vitamina C, N-acetilcisteina e trolox (Vit E)), cheriducono i livelli di melanina insieme alla traslocazione nucleare di FoxO3a. FoxO3a regola l’espressione di numerosi geni anche nella melanogenesi, e modula anche una via di segnalazione antiaging.Attraverso questa ricerca si èdimostrato, che gli estratti di bacche di ginseng e di radice di ginseng diminuiscono l’accumulo di melanina,  questo effetto è datodalsyringaresinol. Poiché l’estratto di radice di ginseng, l’estratto di bacche di ginseng e ilsyringaresinol hanno attività antiossidante, è stataquindi studiata la loro relazione con la proteina genica antietàFoxO3a,  si è visto che questi componenti del ginseng hanno indotto la traslocazione nucleare di FoxO3a,portando all’attivazione di geni anti-aging. Per confermare gli effetti antietà dei componenti del ginseng, sono state determinate le curve di sopravvivenza dell’organismoCaenorhabditiselegans, valutandolo come modello di invecchiamento. E’ stato infatti dimostrato che questi componenti del ginseng hanno prolungato la durata di vita del ceppo N2 di tipo selvatico.Considerando lalipofuscina è un biomarcatoreper valutare la senescenza cellulare.E’ stato eseguito un test della lipofuscina utilizzando fibroblasti dermici umani proliferanti, per valutare l’attività antiaging nelle cellule della pelle. La lipofuscina pigmentata, che viene rilevata nelle cellule replicanti, si accumula durante il processo di invecchiamento. La lipofuscina si accumula con l’aumentare dell’età replicativa dei ceppi di fibroblasti umani. Utilizzando fibroblasti dermici umani di pelle adulta per misurare l’effetto antiaging di syringaresinol rilevando il livello di accumulo di lipofuscina, sono state osservate notevoli differenze, con una marcata diminuzione della lipofuscina nei fibroblasti di età avanzata.Questi risultati suggeriscono che gli effetti antietà dell’estratto di bacche di ginseng sono rilevanti anche nel modello di invecchiamento della pelle. Tuttavia, ancora ulteriori studi in vivo devono essere eseguiti per poter confermare questi effetti.In conclusioneL’estratto di bacche di ginseng e il suo componente fitochimico naturale syringaresinol hanno mostrato effetti anti-melanogeni su una linea cellulare di melanoma umano, prolungato la durata della vita dell’organismo modello di invecchiamento C. elegans e ridotto l’accumulo della lipofuscina pigmentata correlata all’età nei fibroblasti dermici umani. Questi effetti possono essere dovuti a una potente attività antiossidante e all’attivazione del gene della longevità FoxO3a. Questi dati evidenziano che l’attività anti-pigmentazione e anti-aging dell’estratto di bacche di ginseng indotta dall’attivazione del gene della longevità FoxO3a, potrebbe rappresentare un buon imput per lo studio delle vie di segnalazione anti-melanogene, utilizzando componenti di ginseng, e anche per progettare agenti farmacologici o anti-melanogenici che regolano la segnalazione anti-aging.Inoltre, il trattamento con syringaresinolha ridotto l’accumulo della lipofuscina pigmentata correlata all’età nei fibroblasti cutanei umani.

Tratto da :Effects of Korean ginseng berry on skinantipigmentation and antiaging via FoxO3a activation
JuewonKim12 Si YoungCho1 Su HwanKim1 DonghyunCho1 SunmiKim1 Chan-WoongPark1 TakahikoShimizu3 Jae YoulCho4 Dae BangSeo1 Song SeokShin1

Carla Cimmino
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  • Laureata in Scienze Biologiche, Master di II livello in Scienza e Tecnologia Cosmetiche e Citogenetica e Citogenomica
  • Consulenza cosmetologica con collaborazioni con molti specialisti in dermatologia e chirurgia estetica
  • Componente del gruppo di studio di Cosmetologia e Tricologia presso la Delegazione Campania-Molise dell’Ordine dei Biologi
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