Può uno stile di alimentazione cambiare la vita di una persona ? La risposta è , logicamente, si!! Questo è quello che è successo ad Ancel Keys, universalmente noto come colui che ha “scoperto” la dieta mediterranea. Come biologo nutrizionista, quando sento questo, sorge in me una rabbia incontrollata. Come fa una persona a “scoprire” una cosa che esisteva da secoli ed era ben nota alle popolazioni autoctone del bacino mediterraneo? Una dieta ricca in cereali, frutta e verdura, olio di oliva, con un consumo limitato (raro) di carni rosse e grassi animali ed un moderato consumo di pesce, carni bianche, legumi, uova e latticini. Fu talmente tanta la meraviglia di fronte a questa scontata (per noi italiani) forma di alimentazione che Keys decise di trasferirsi nel cilento per trascorrere gli ultimi anni della sua vita. Sta tutta qui la verità lapalissiana che si cela dietro la frase “dieta mediterranea”. E quale è questa verità? Che non si può parlare di dieta mediterranea scollegandola dal suo territorio, il bacino del mediterraneo appunto. Una delle caratteristiche di tutti gli esseri viventi è quella di adattarsi all’ambiente circostante. Questo concetto sta alla base della teoria dell’evoluzione. La dieta mediterranea non è altro che un adattamento alimentare che le popolazioni del bacino del mediterraneo hanno escogitato per potersi adattare meglio all’ambiente circostante. Questo introduce anche un altro concetto importantissimo che va a completare la definizione che generalmente si da di dieta mediterranea. Lo stile di vita!

Ancel Keys oltre agli alimenti si innamorò, infatti, anche dello stile di vita che conducevano le popolazioni del sud Italia negli anni ’60. Fatte queste premesse sorgono spontanee delle domande.

Si può ancora parlare di dieta mediterranea oggi? E’ possibile esportare la dieta mediterranea in altre aree geografiche del mondo?

La risposta a queste due domande è logicamente NO. Non si può più parlare di dieta mediterranea (così come la intendeva Keys negli anni 60) perchè è cambiato lo stile di vita, perchè sono cambiati i metodi di produzione delle risorse primarie. Da quanto detto si capisce che non ha senso il voler esportare un modello nutrizionale valido nel bacino mediterraneo in altre aree geografiche. Secondo voi avrebbe senso far mangiare gli eschimesi con frutta, verdura, olio di oliva e cereali?

Fatte queste dovute eccezioni, bisogna dire che il concetto su cui si basa la dieta mediterranea (più cereali, verdura e frutta, meno carne rossa e grassi animali) risulta ancora valido ed attuale. Innumerevoli studi clinici hanno dimostrato che l’attuazione di queste semplici regole possono garantire una notevole riduzione di eventi cardiovascolari e neoplasie. La dieta mediterranea, infatti, è ricca di polifenoli, in particolare flavonoidi, i quali hanno un effetto salutare nei disturbi cardiovascolari ed una spiccata azione antiossidante, antiinfiammatoria e antitrombotica. Queste proprietà diventano ancora più critiche nell’ambiente infiammatorio e pro-trombotico associato a casi severi di Covid-19. La dieta mediterranea può rappresentare una potenziale strategia nel contrasto all’insorgenza  dell’infezione da Covid-19, o comunque contribuire a migliorare il decorso della malattia. Siamo stati abituati (da una comunicazione a volte frettolosa) a considerare il Covid-19 come una patologia esclusivamente Polmonare (Polmonite bilaterale sinciziale). In realtà questa patologia è molto più complessa e coinvolge, oltre il sistema respiratorio, anche il sistema cardio circolatorio, epatico e renale. Si può comprendere facilmente che le strategie da adottare per contrastare questa patologia debbano essere, necessariamente, multifattoriali. In queste strategie rientrano anche le nostre abitudini alimentari. Bisogna cercare anche negli eventi avversi le opportunità che ci vengono offerte. In quest’ottica anche la pandemia potrebbe rappresentare un’opportunità che ci viene offerta per riappropriarci di un corretto modo di approcciarci alla nutrizione. La pandemia potrebbe farci riconsiderare l’approccio nutrizionale globalista che ci ha portato ad alimentarci e a seguire degli stili di vita che non ci appartengono.

Quirino Tirelli
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Biologo Nutrizionista, esperto in nutrizione sportiva

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